AUTORI O SPETTATORI DELLA VITA?

Ogni giorno ci troviamo di fronte alla necessità di prendere delle decisioni, di scegliere. La vita è fatta di scelte, da ‘quale film vediamo stasera?’, ‘dove andiamo a cena?’ a ‘a quale casa scelgo?’. Che lo vogliamo o no tutti i giorni, ogni istante, siamo chiamati ad operare delle scelte che determineranno poi le nostre azioni e così il nostro futuro, che in qualche modo di-segneranno la nostra vita.

Come dice Richard Bandler, padre fondatore della PNL, “l’arte di vivere meravigliosamente si riduce a questo: impadronirsi della facoltà di scegliere e scegliere per il meglio”. Ma come riuscire a farlo?

Può essere utile, ad esempio, domandarsi se il fare o non fare una cosa, accettare o meno una proposta, ci darà più piacere o più felicità, parole queste apparentemente simili ma che in realtà non lo sono affatto. A volte per riuscire a scegliere per il meglio può, quindi, essere utile reinquadrare il problema in termini di piacere estemporaneo, immediato, o di felicità a lungo termine. Perché se da Freud al Dalai Lama tutti concordano nel dire che ogni essere umano è alla “ricerca della felicità” allora quando dobbiamo fare una scelta, quando dobbiamo prendere una decisione importante risulterà più facile farlo se tentiamo prima di capire se ci troviamo di fronte alla possibilità di una soddisfazione momentanea – che a lungo termine potrebbe anche danneggiarci – oppure a qualcosa che contribuirà, sia pur non ‘oggi’, alla nostra felicità di ‘domani’.

L’esperienza professionale e di vita mi ha insegnato che spesso il disagio, la sofferenza delle persone, è fondamentalmente legata alla sensazione di non poter scegliere, di non poter agire “nella e sulla” propria vita, di esserne meri spettatori piuttosto che attori, di sentirsi in balia delle onde piuttosto che al timone della propria nave.

E allora che fare? Occorre partire da dentro, dal nostro sistema di valori, riconoscerlo, individuarne le caratteristiche e capire cosa davvero ci ha guidato finora nella vita.

Spesso quando non sappiamo cosa scegliere è perché si attiva in noi un conflitto tra due desideri opposti, tra due valori, due direzioni contrastanti. Per questo è importante esserne consapevoli. Solo così quel conflitto potrà essere risolto e lasciarci liberi di scegliere o meglio liberi di ricominciare a scegliere.

Queste poche righe non vogliono né possono rappresentare una soluzione per chi si rivede in queste immagini, in queste sensazioni, piuttosto uno spunto di riflessione sulla nostra capacità di scelta, su quanto essa rappresenti la nostra più grande debolezza, il nostro peggior carceriere ma allo stesso tempo anche la nostra forza più grande.

Non sono mai solamente le situazioni in sé a determinare la nostra vita ma soprattutto il senso, il significato che noi attribuiamo ad esse. Come dice V.Frankl, un famoso psicoanalista sopravvissuto ai campi di concentramento: “la vita nel Lager mi ha insegnato come l’uomo abbia sempre una possibilità di scegliere…può sempre decidere come affrontare la sofferenza…Dal modo in cui accetta la sofferenza che gli viene inflitta sorgono infinite possibilità di attribuire un significato alla vita anche nei momenti difficili”.

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